Birdie, la linea sottile tra cortesia e abuso

Iniziamo premettendo che quello legato agli abusi non è un tema facile. Se a molti sembra scontato definire tali tutti quegli atti e comportamenti che minano la salute mentale e fisica di qualsiasi individuo, altri ci tengono a fare distinzioni tra violenza fisica e violenza psicologica, tendando anche di sostenere come la prima sia peggio dell’altra, o viceversa.

Noi non ci eleviamo a giudici e non facciamo sentenze, vi diamo però un piccolo spunto per riflettere.

L’ultimo lavoro dell’autrice e regista Shelly Lauman si intitola Birdie ed è un corto di 5 minuti che senza dialoghi e grandi colpi di scena mostra un momento di vita quotidiana: una donna esce di casa e si dirige verso la fermata della metro e, incrociando lo sguardo di un ragazzo che le sorride, per pura cortesia restituisce il sorriso.

Questo piccolo scambio, a cui la donna rimane indifferente, scatenerà nel ragazzo una strana reazione, come se quel sorriso lo avesse legittimato a prendersi più confidenza, a superare un limite che non andrebbe superato.

Shelly Lauman riesce alla perfezione a restituire e ricreare quella sensazione di insicurezza che pervade corpo e mente.

Riguarda In Sound, We Live Forever.

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